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San
Fratello nella storia
La città sul Monte San Fratello |
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Monte Vecchio (718 m.s.l.m.) vi sono i resti del primo vero nucleo
abitato del territorio di San Fratello. Un antica città che recenti
scavi e studi hanno ipotizzato essere Apollonia. Per la cronaca: di Apollonia sappiamo che
venne distrutta da Agatocle agli inizi del III secolo a.C., inoltre
Apollonia (secondo narrazioni storiche) era divisa in due quartieri, la
parte più alta nella sommità quasi piana del monte era circondata da
mura, aveva nell’entrata una magnifica porta e in città si poteva
ammirare il tempio di Venere e l'imponente tempio di Apollo. La parte inferiore della città invece si
chiamava Neapolis e si trovava in una pianura più declive sul monte.
Durante il periodo romano,
la popolazione di Apollonia ha subito l'infame spoliazione di Verre,
Pretore della Sicilia, come possiamo leggere nel III libro delle "Verrinae"
al capitolo 43 di Cicerone. Prima di passare ai risultati dei recenti scavi, bisogna ricordare che
vasi di vetro di buonissima fabbrica greca sono stati rinvenuti in
contrada Grazia a San Fratello, nell’area dell’attuale cimitero, dove
negli anni trenta, durante lavori di ampliamento, furono rinvenute
ancora altre sepolture con corredi costituiti da statuette fittili, vasi
e vernice nera e in pasta vitre di età ellenica. A parte le notizie
riportate da studiosi e non, nulla si conosceva di questa antica città,
perché mai si erano condotti studi approfonditi con scavi sistematici
fino al 2003.
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Muro di
cinta dell'edificio reale |
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Dunque, veniamo ai
recenti scavi ed alla relazione della dott.ssa Carmela Bonanno
(direttore dei lavori). Nonostante le pessime condizioni in cui è giunto
fino a noi, da questi studi emerge che l’abitato del Monte Vecchio, ha
avuto due fasi ben distinte. La prima dal III secolo a.C. fino al I
secolo d.C., durante la quale si sono verificate varie distruzioni e
ricostruzioni. Una seconda fase invece pare essere di epoca
normanno-sveva da porre probabilmente in relazione con il Santuario dei
Santi Fratelli, anche in questa fase l’abitato doveva essere
notevolmente esteso. |
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due
giare in ottime condizioni |
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Ma è proprio sulla
struttura difensiva di questa città che i conti non tornano. Infatti la
struttura difensiva è molto estesa e complessa a dimostrazione che il
nucleo abitato al suo interno aveva una certa potenza territoriale. A
confermare questa tesi, poco distante, proprio sulla sommità del monte
si trova una antica e grande cisterna pubblica scavata nella roccia.
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Mura di
cinta della Città |
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L’abitato sul Monte
venne iniziò ad essere abbandonato forse già a partire dai primi decenni del I secolo
d.C. e il sito, per la sua posizione altamente strategica, fu in seguito utilizzato
come avamposto militare romano; il suo abbandono è da
collegare, con molta probabilità, alla pax augustea e alla costruzione
della Via Valeria costiera, che determinarono in quell’epoca la fine di
gran parte degli antichi centri abitati ubicati sulla catena dei monti Nebrodi. Non si è trovata traccia di frequentazione del sito in epoca
bizantina, quando l’esigenza di difesa spinse le popolazioni della costa
settentrionale della Sicilia ad arroccarsi in località imprendibili. In
età normanna il Monte venne ripopolato e questo determinò anche la
definitiva scomparsa dei resti dell’antica città, infatti tutti i
monumenti e le abitazioni furono oggetto di espoliazione, come era
tipico per le popolazioni normanne. La prestigiosa e antica pietra con
cui erano costruiti gli edifici dell’antica acropoli venne utilizzata
per realizzare anche un nuovo abitato, poco più distante nei pressi di
un grande colosso di pietra (la Roccaforte), cancellando così la memoria e un pezzo
di storia di questo territorio. |
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