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 www.sottolapietra.com - L'antica Apollonia si trovava sul Monte San Fratello a 700 metri s.l.m.

 

 
 

le foto dell'area archeologica Apollonia realizzate da Pippo Maggiore

"Sul verde pianoro in cima al Monte Vecchio di San Fratello, in cui sorge la Chiesa di origine normanna dedicata ai tre Santi fratelli Alfio, Cirino e Filadelfio, si conosceva la presenza dei resti di una antica città, che... leggi tutto

 

 

Santuario dei Tre Santi Alfio, Filadelfio e Cirino. Dedicato ai Tre Santi Fratelli Alfio, Filadelfio e Cirino. Il Santuario è considerato... leggi tutto

 
 
 

 

 

 

 

***Carmelo*Emanuele***

carmelo.emanuele@hotmail.it

Apollonia: Area Archeologica del Monte San Fratello

 

 

Sul Monte Vecchio o Monte San Fratello (718 m.s.l.m.) vi sono i resti del primo vero nucleo abitato del territorio di San Fratello. Un antica città che recenti scavi e studi hanno ipotizzato essere Apollonia.

 

 

Di Apollonia sappiamo che venne distrutta da Agatocle agli inizi del III secolo a.C., inoltre Apollonia (secondo narrazioni storiche) era divisa in due quartieri, la parte più alta nella sommità quasi piana del monte era circondata da mura, aveva nell’entrata una magnifica porta e in città si poteva ammirare il tempio di Venere. La parte inferiore della città invece si chiamava Neapolis e si trovava in una pianura più declive sul monte. Durante il periodo romano, la popolazione di Apollonia ha subito l'infame spoliazione di Verre, Pretore della Sicilia, come possiamo leggere nel III libro delle "Verrinae" al capitolo 43 di Cicerone. Prima di passare ai risultati dei recenti scavi, bisogna ricordare che vasi di vetro di buonissima fabbrica greca sono stati rinvenuti in contrada Grazia a San Fratello, nell’area dell’attuale cimitero, dove negli anni trenta, durante lavori di ampliamento, furono rinvenute ancora altre sepolture con corredi costituiti da statuette fittili, vasi e vernice nera e in pasta vitre di età ellenica. A parte le notizie riportate da studiosi e non, nulla si conosceva di questa antica città, perché mai si erano condotti studi approfonditi con scavi sistematici fino al 2003.

 

foto: Carmelo Emanuele

 

foto: Carmelo Emanuele

 

Dunque, veniamo ai recenti scavi ed alla relazione della dott.ssa Carmela Bonanno (direttore dei lavori). Nonostante le pessime condizioni in cui è giunto fino a noi, da questi studi emerge che l’abitato del Monte Vecchio, ha avuto due fasi ben distinte. La prima dal III secolo a.C. fino al I secolo d.C., durante la quale si sono verificate varie distruzioni e ricostruzioni. Una seconda fase invece pare essere di epoca normanno-sveva da porre probabilmente in relazione con il Santuario dei Santi Fratelli, anche in questa fase l’abitato doveva essere notevolmente esteso.

 

 

 

Ma è proprio sulla struttura difensiva di questa città che i conti non tornano. Infatti la struttura difensiva è molto estesa e complessa a dimostrazione che il nucleo abitato al suo interno aveva una certa potenza territoriale. A confermare questa tesi, poco distante, proprio sulla sommità del monte si trova una antica e grande cisterna pubblica scavata nella roccia.

 

         

a sinistra una moneta di Apollonia; a destra il libro "Apollonia, Indagine archeologiche sul Monte San Fratello", di Carmela Bonanno, pubblicato a conclusione dei primi scavi effettuati sul Monte San Fratello

 

L’abitato sul Monte venne abbandonato forse già a partire dai primi decenni del I secolo d.C. e il sito, per la sua posizione altamente strategica, fu utilizzato ormai soltanto come avamposto militare romano; il suo abbandono è da collegare, con molta probabilità, alla pax augustea e alla costruzione della Via Valeria costiera, che determinarono in quell’epoca la fine di gran parte degli antichi centri abitati ubicati sulla catena dei monti Nebrodi. Non si è trovata traccia di frequentazione del sito in epoca bizantina, quando l’esigenza di difesa spinse le popolazioni della costa settentrionale della Sicilia ad arroccarsi in località imprendibili. In età normanna il Monte venne ripopolato e questo determinò anche la definitiva scomparsa dei resti dell’antica città, infatti tutti i monumenti e le abitazioni furono oggetto di espoliazione, come era tipico per le popolazioni normanne.

 

 

La prestigiosa e antica pietra con cui erano costruiti gli edifici dell’antica acropoli venne utilizzata per realizzare il nuovo abitato, cancellando così la memoria e un pezzo di storia di questo territorio.

 

foto: Carmelo Emanuele

 

foto: Carmelo Emanuele

Sopra due immagini dei locali adibiti a museo, nel vecchio municipio di San Fratello, con i reperti trovati sul Monte Vecchio. Molto materiale è stato provvisoriamente destinato al museo di Patti, in attesa che il Comune realizzi spazi idonei per consentirne la conservazione e la visita al pubblico. Per visitare questa stanza contattare l'Ufficio del Turismo del Comune di San Fratello.

 
     

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15/02/10 Gli archeologi: San Fratello sede dell'antichissima Apollonia ...apri

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