articolo pubblicato nel mensile "La Sentinella" n. 4/2008 il giornale dei soci a cura della Società Nuova fra Militari in Congedo

INFORMAZIONI SULL’ALCOL

                   - un male della nostra società -  

 

L’alcool è la droga più diffusa al mondo. E' una sostanza con proprietà psico-attive contenuta a concentrazioni differenti in diversi tipi di bevande. L'alcool è una "droga" molto diffusa perché costa poco, è di facile reperibilità ed è accettato dal punto di vista sociale. Inoltre l'alcol trova una grande diffusione nei party e nelle feste. Ovviamente esistono bevande alcoliche di gradazione differente: la birra solitamente contiene tra il 3% e l'8% di alcol (ma alcune birre superano queste gradazioni), il vino solitamente contiene dal 10% al 13% di alcol, il whisky, la grappa ed il cognac contengono una quantità di alcol intorno al 40%.
Inoltre l'alcool viene spesso assunto, soprattutto fra i giovani, insieme ad altre sostanze come l'ecstasy. In questo modo gli effetti dannosi sono amplificati. Troppo spesso si sottovaluta il ruolo dell’alcool. Ogni anno moltissime persone muoiono a causa delle condizioni dirette o indirette del consumo di alcol, e non necessariamente si tratta di alcolisti. E' impossibile dimenticare l'elevatissimo numero di incidenti stradali dovuti alle coscienze annebbiate dall'alcool (quasi la metà degli incidenti stradali mortali derivano dal consumo di sostanze alcoliche). L'abuso di alcool inoltre spinge ad essere violenti e irrazionali dando poco peso al reale significato delle proprie azioni, assumendo comportamenti imprevedibili; l'alcolista può essere così portato naturalmente a compiere reati e ad assumere comportamenti aggressivi.

La sostanza
L’alcool o alcol etilico si ottiene dalla fermentazione di prodotti naturali contenenti carboidrati con il lievito. Un bicchiere di vino (1 dl), un bicchiere di birra (3 dl) e un bicchiere di liquore (3 cl) contengono all’incirca la stessa quantità di alcol (7 grammi). L’alcol è presente anche nei prodotti alimentari e nei medicinali.

L’effetto
L’alcool in dosi ridotte provoca un senso di eccitazione mentre in dosi maggiori agisce come un calmante. Infatti l'alcolista o la persona che assume alcol si sente rilassata e a proprio agio e diventa euforica e disinibita. Ovviamente la perdita delle inibizioni porta alla perdita dell’autocontrollo e può sfociare in comportamenti aggressivi ed atti di violenza. Inoltre chi è in stato di ebbrezza manifesta problemi con il coordinamento dei movimenti e presenta anche una minore prontezza di riflessi e sensibilità al dolore. Chi è in stato di ubriachezza comincia a barcollare ed a parlare da solo. L ’ubriachezza è eccessiva può provocare vomito, forte perdita dell’equilibrio e condurre a uno stato di disperazione. Infine cessano di funzionare i nervi motori, si spegne la coscienza e incombe la minaccia di un’intossicazione con conseguenze letali.

 

La storia dell'alcool
L'alcool è conosciuto da tempi antichissimi: è probabile che già i coltivatori e i cacciatori della preistoria conoscessero gli effetti stupefacenti dei frutti fermentati. Sicuramente gli antichi egizi conoscevano già la birra ed il vino. Il cristianesimo fece del vino un sacramento. Simbolizza il sangue del redentore ed è parte integrante della comunione. L’alcol è da sempre considerato una sostanza prelibata, stupefacente e nutritiva. Gli schiavi che costruirono le piramidi bevevano birra. Gli antichi Greci adoravano Dionisio il Dio del vino
e dell’ebbrezza. Gli antichi romani preferivano la degustazione continua, ma moderata. Il nome "alcol" significa “il meglio di una cosa” ed è di origine araba. Nel Medioevo il bere fino al tracollo era una cosa normale in tutto il territorio tedesco. La birra veniva prodotta principalmente all'interno di monasteri. Prima che la patata si affermasse come alimento di base, nel Diciottesimo secolo, la birra era un elemento importante nell’alimentazione quotidiana. La crescente produzione su scala industriale e la commercializzazione condusse, a partire dal Sedicesimo secolo, alla diffusione di liquori e grappe come potenti mezzi di sconvolgimento. La Rivoluzione industriale si compì alle spese di una manovalanza estremamente sfruttata, che si anestetizzava e si nutriva a basso costo con distillati ad altissima gradazione. Da allora l’alcolismo è considerato il flagello dei popoli. La dipendenza dall’alcool, il malessere e la miseria da esso originati fecero nascere un contro-movimento puritano degli astemi. Negli Stati Uniti venne introdotto il proibizionismo e si tentò invano di prendere il controllo della situazione: il proibizionismo durò dal 1919 al 1933 e riuscì solo a produrre un incremento della criminalità organizzata. La maggior parte delle nazioni ha preferito il controllo sulla produzione e sulla vendita piuttosto che la proibizione, anche a causa degli altissimi proventi dalla tassazione sugli alcolici. Lo stato tedesco incassa annualmente otto miliardi di marchi in tasse sugli alcolici.