articolo pubblicato nel mensile "La Sentinella" n. 5/2008 il giornale dei soci a cura della Società Nuova fra Militari in Congedo

La crisi del Territorio

 

        

 

È iniziato sotto il segno dell’incertezza l’anno 2008 per il territorio dei Nebrodi. La crisi internazionale che ha travolto l’Italia sta germogliando anche in Sicilia e le prime conseguenze di tutto ciò si rispecchiano nella sanità e nei trasporti.

Si parla di ridimensionamento degli ospedali di Patti, S. Agata M. e Mistretta: in questi giorni tra convegni e riunioni, chi di dovere, decideranno il da farsi; ma è inevitabile che, anche se tutto restasse fermo, non ci sarebbe certo da festeggiare visto che gli obbiettivi futuri prefissati in tempi non lontani, di sviluppo e miglioramento dei servizi, verrebbero rimpiazzati dal blocco totale.

Non va certo meglio per i trasporti! Al costante aumento dei carburanti si aggiunge  la chiusura delle stazioni ferroviarie dei Nebrodi e la soppressione di alcune linee nella traccia Messina/Palermo.

Una bella beffa dopo che nei palazzi del potere negli ultimi dieci anni si parlava del potenziamento dei trasporti con il raddoppio della linea ferroviaria e con la costruzione di una aeroporto dei Nebrodi, oltre all’ormai    leggendario ponte sullo stretto di Messina.

Fra i progetti che sono rimasti nel cassetto e che maggiormente danneggiano e bloccano lo sviluppo del territorio con la loro assenza:

· La linea stradale sul lungomare S. Agata - Capo d’Orlando;

· Il completamento del porto di S. Agata;

· La strada scorrevole S. Fratello / costa tirrenica;

· Un Poliambulatorio per il pronto soccorso con una autoambulanza funzionante nel comune di S. Fratello;

· Il piano regolatore del comune

· La nuova rete idrica.

Senza dimenticare del:

· riconoscimento del gallo-italico come minoranza linguistica;

· riconoscimento a razza pura del cavallo sanfratellano.

Considerando che a tutto ciò il Comune di S. Fratello deve sommare l’enorme debito pubblico che blocca molti investimenti e progetti comunali, non resta che augurarci che alle prossime elezioni si candidi, con i suoi miracoli, Gesù Cristo.