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articolo pubblicato nel mensile "La Sentinella" n. 6/2008 il giornale dei soci a cura della Società Nuova fra Militari in Congedo |
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La Settimana Santa
Quando si avvicinano i giorni della
Settimana Santa, sullo scenario delle tradizioni
popolari e religiose, occupa un posto
senz'altro di grande rilievo la famosa
Festa dei Giudei. Il 19, 20 e 21
marzo nel taccuino di ogni fedele del
popoloso centro montano viene segnata la kermesse che raggiunge l'apice
della religiosità, quando ogni fedele gallo-italico, non vede altro momento
che venerare la massima espressione
del cattolicesimo cioè il Cristo Crocifisso denominato nella parlata locale: "U Santissm Ciaamu" il Santissimo Cristo in
croce, perchè
esiste anche una sottile differenza con "U Ciaamu" cioè l'Ecce
Homo: le
lunghe ed interminabili processioni,
gli abiti scuri e l'originale festa dei Giudei che per tre giorni e tre
notti costituisce lo scenario unico
ed inconfondibile che dal lontano
1476, per opera di un monaco
fra Maniero Fasani, si ripete ad ogni settimana Santa. Pur non
avendo alcun legame con la storia ebraica siciliana, i Giudei sono
gli eredi delle rappresentazioni scenografiche in voga nel Medioevo, il cui scopo
era quello di ricordare al popolo il
ruolo degli antichi Giudei
nella passione di Cristo. Il popolo finiva
quasi sempre per sfogare il suo sdegno
in rituali ai danni dei giudei contemporanei.
A San Fratello ancora l'usanza
prevede che ogni Giudeo indossi un vestito scarlatto, calzoni con
bande doppie bianche o gialle, suoni
la tromba, agiti la disciplina, calzi le zampitte di pelle, code di
animali e ricami stravaganti che si differenziano da un costume all'altro.
Negli ambienti locali, nonostante certe forzate
interpretazioni esterne, i Giudei non sono mai stati visti né
paragonati a protagonisti del periodo carnevalesco. Invece oggi, con molta più scientificità
sociologica è facile interpretare il
fenomeno di San Fratello come legato a ragioni sociali, considerato
che prima indossavano gli abiti solo
i contadini, i pastori, i mandriani,
gli allevatori in genere e non i ricchi proprietari terrieri o gli
aristocratici che accettavano il ruolo di
essere scherniti durante i tre giorni della festa con piccoli
balletti o scherzi senza nulla di offensivo o di irriverente.
Solitamente il Giudeo amico faceva solo qualche tintinnio con la
disciplina, formata da un mazzo di catenine legate fra di loro da antiche
monetine, portate alla mano sinistra.
Anche i costumi dei
conquistadores erano rossi con ricche
decorazioni a ricamo. Basti pensare alla manifestazione rievocativa
della conquista spagnola che si svolge a Santiago de Atitlan (Guatemala).
Viene spontaneo, a questo punto, chiedersi: dove sta la
singolarità della festa di San Fratello ed è presto detto. Essa
assomma elementi religioso-penitenziali e riti che si perdono nel tempo. Studiosi come il Cocchiara ed il Rubino sono
concordi nell'ascrivere la festa
nel genere dei drammi Sacri, evolutisi dietro " la scomparsa del
protagonista" Gesù che
viene invece tenuto in grande considerazione attraverso i vari simulacri
processionali sia semplici come il Crocifisso
oppure composti come le varette,
mentre la moltiplicazione dei rappresentanti
Giudei altro non sono che i crocifissori. Si fa certo riferimento a
quando nel dramma, la figura centrale era il personaggio che
rappresentava il Cristo, sostituito dopo il Concilio di Trento dalle statue, mentre i personaggi di corollario sono
rimasti nella scena. Un appuntamento da non perdere per devoti, studiosi
ed esperti di folklore e di tradizioni popolari.
Salvatore Mangione
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