articolo pubblicato nel mensile "La Sentinella" n. 6/2008 il giornale dei soci a cura della Società Nuova fra Militari in Congedo

 

Una Storia Edificante

 

La Democrazia Ateniese

puniva con 10 anni di esilio coloro che avrebbero

potuto rappresentare un

pericolo per la città.

Narra il grande storico e scrittore greco Plutarco, come una  volta ad Atene, mentre si stava svolgendo una votazione per un caso di ostracismo, (ostracismo è una parola derivante dal greco ostrakismós che indica una istituzione giuridica della democrazia ateniese volta a punire con un esilio temporaneo di 10 anni coloro che avrebbero potuto rappresentare un pericolo per la città, esso consisteva in una votazione in cui il nome   dell'individuo da ostracizzare doveva essere scritto su un coccio di terracotta detto appunto ostraka), un campagnolo analfabeta si avvicinò a un uomo e gli chiese di scrivergli sul suo coccio il nome di Aristide. L’uomo gli domandò che torto gli avesse   fatto Aristide, ed ebbe questa risposta: “proprio nessuno. Non lo conosco neppure, ma mi sono stufato di sentirlo chiamare dappertutto ‹ il Giusto › “. Al che Aristide, perché l’uomo era lui, naturalmente, scrisse il proprio nome come gli era stato chiesto di fare.

Questa è una storia che possiamo definire edificante, ma stabilendo le debite distanze tra due forme di democrazia nettamente differenti e assolutamente non paragonabili, ci chiediamo  chi, tra i politici attuali, possa comportarsi in maniera talmente alta e nobile da definire lo stesso suo comportamento, appunto, edificante. L’esempio che viene più spontaneo riferendosi a chi fa politica a tutti i livelli (dal      consigliere comunale del piccolo paesino al deputato e/o senatore della Repubblica), deriva dal loro comportamento    posteriore alle infinite, snervanti, campagne elettorali; dal fatto se mantengano o meno le promesse elettorali. Promettere ad esempio: la riduzione delle imposte sulla famiglia e sull’occupazione, la lotta al precariato, vere liberalizzazioni, l’utilizzo dei fondi strutturali, la guerra all’illegalità, il rilancio delle grandi infrastrutture, termovalorizzatori, rigassificatori, TAV (treni ad alta velocità) ecc., il perfetto funzionamento della raccolta differenziata dei rifiuti e della fase del riciclaggio, la guerra alla criminalità organizzata, il recupero della certezza della pena, l’accesso alla banda larga e a internet per tutti, e poi non realizzare nemmeno un terzo, scaricando le responsabilità ad alleati riottosi o alla congiuntura internazionale, non può  essere accettato. I responsabili della mancata realizzazione del programma e dunque delle promesse elettorali, dovrebbero quanto meno, come succedeva nella democrazia ateniese,   scomparire dalla scena politica per almeno dieci anni (anche se preferiremmo magari per venti). Questo lo potremmo definire un comportamento serio ed onesto, un comportamento edificante.

Jj                                                                                                      Ciro Carroccetto