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Il Cavallo
Sanfratellano |
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Nello splendido
scenario dei monti Nebrodi il Cavallo Sanfratellano è la massima
espressione di integrazione tra fauna e flora. |
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Il Cavallo
Sanfratellano ha più di 900 anni, ed è la razza più antica in Sicilia.
Il Cavallo Sanfratellano è molto nevrile, resistente alle avversità
climatiche e adatto allo sfruttamento di aree marginali, abituato a
vivere allo stato brado, sui monti Nebrodi. per queste sue
caratteristiche è stato sempre allevato, con un rapporto quasi
simbiotico dagli allevatori del luogo. Da alcuni anni, attraverso la
partecipazione a fiere e mostre organizzate in diverse regioni d'Italia,
si è voluto inserirlo in un contesto nazionale e farlo conoscere al di
fuori dei confini territoriali. Occasioni importanti per vedere una
nutrita schiera di esemplari nell'arco dell'anno sono: la Mostra del
Cavallo Sanfratellano che si tiene generalmente la prima domenica di
settembre e la festa dei Tre Santi Martiri Alfio, Filadelfio e Cirino che si
svolge il 10 Maggio; I Cavalli seguono la processione fino in cima al
Monte San Fratello, e chiudono la Festa con la tradizionale cavalcata
finale. |
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La
storia della razza.
L'origine storica del cavallo di San Fratello non è
certa, alcuni sostengono che la razza derivi dai cavalli di battaglia
che i Lombardi, fondatori di San Fratello, portarono al seguito della
regina Adelaide, terza moglie di Ruggero I.
Altri dicono che esso
deriva dal cavallo siciliano famoso fin dall'antichità e decantato più
volte da scrittori greci e latini. Tuttavia le fonti più attendibili
vogliono che esso sia di origine Mediorientale. Sappiamo che i Normanni
appresero dai Bizantini la tattica di trasporto e sbarco di truppe di
cavalli di linea e ciò avvenne quando i Normanni si recarono in Terra
Santa. Il primo sbarco normanno nella fascia del Tirreno avvenne il 13
febbraio 1061 nel porto di Milazzo e in quell'occasione, oltre alle
truppe furono sbarcati cavalli di origine Mediorientale prelevati a
Gerusalemme in previsione di una battaglia. Essa si svolse l'11 maggio
dello stesso anno e quei cavalli vennero impiegati nelle cariche con
cavalieri di linea. Dopo l'esito favorevole della battaglia essi
abbandonarono i cavalli nei boschi di San Fratello, questa mandria
sarebbe servita per il rifornimento delle truppe laddove se ne
presentasse l'opportunità. Così ivi nacque l'allevamento per la
fornitura militare, che continuò per alcuni secoli ancora, anche sotto i
Savoia.
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Questa teoria è
dimostrata dal fatto che la razza equina del purosangue sanfratellano
non presenta nessuna caratteristica simile a quella svevo-germanica o
lombarda. I Lombardi che si stabilirono in Sicilia non vennero da
conquistatori ma da rifugiati perché liberati dal giogo Bizantino dai
Normanni, i primi a scendere in Sicilia a seguito dei Normanni furono
quelli scampati dalla Lucania, da Salerno, da Capua e dalle puglie. Essi
portarono qui solo il loro dialetto svevo-germanico e gallico misto al
dialetto pugliese, principalmente e l’isola linguistica di San Fratello
ne è la conferma. |
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Sullo sbarco normanno
di cavalli e truppe a Milazzo invece, ne fa ampia descrizione l'inglese
Giangiulio Norwich nei
"Normanni nel Sud"
venuto in Sicilia nel 1061. D'altronde gli arabi che durarono quasi 30
anni fino all'intera conquista della Sicilia da parte dei Normanni, come
cavalleria d'assalto adibirono cavalli indigeni di Sicilia e non la loro
razza e ciò confermerebbe la teoria che i cavalli furono portati dai
Normanni da Gerusalemme.
Nel corso dei secoli questo cavallo ha però
mutato i propri caratteri somatici perché si è dovuto adattare al clima
freddo e rigido dei Nebrodi a al terreno impervio in cui è allevato allo
stato brado. Il cavallo è stato in passato oggetto di numerosi incroci
con differenti razze per migliorare le sue caratteristiche. Le prime
notizie su incroci eseguiti a questo scopo risalgono addirittura al
giornale
"Lettere, Scienze ed Arti per la Sicilia"
edito a Palermo nel 1826. Allora gli accademici siciliani (vi facevano
parte anche Manzoni, Pellico, Leopardi e Bellini) chiesero al Parlamento
siculo una legge per il divieto d'importo di cavalli dalla Dalmazia, per
non incrociarsi con la nostra pura razza indigena che pascolava nella
ricca vallata dei Nebrodi, dove il cavallo fu il compagno di eroi, il
fulmine di battaglia, l'amico dei potenti, il servitori degli umili.
L'isola dialettale di San Fratello ha la fortuna di sentire ancora nei
suoi silenti boschi il fulgido galoppo di quel cavallo che corse nelle
cariche della pianura di Milazzo nel 1061 e poi con Garibaldi e Bixio
nel 1860. |
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CARATTERISTICHE.
Completo sviluppo:
5 anni;
Peso maschio:
530/580 Kg;
Peso femmina:
500/550 Kg;
Altezza:
152/158 cm;
Stinco:
19/21 cm;
Torace:
172/190 cm;
Mantello:
Varia tra il morello e il baio castano;
Qualità:
Robusto, muscoloso e preminente. |
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