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L'economia di San
Fratello |

IL
PRIMO PROBLEMA DI SAN FRATELLO.
L'economia è di certo il primo problema
presente a San Fratello. Una comunità che non produce è una comunità che
non ha futuro. Negli anni tanti giovani hanno avuto ottime idee, ma che
puntualmente si sono scontrate con una mentalità radicata, eccessiva
presunzione e tanta, tanta invidia. |
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L'ECONOMIA
STORICA. Prima delle
ultime due disastrose frane (1922
e 2010), San Fratello se teniamo in considerazione
l'economia nazionale del tempo, era uno dei paesi più ricchi e popolosi
della provincia di Messina. L'economia era principalmente sorretta
dall'allevamento e dall'agricoltura, con il supporto di diverse attività manufatturiere di modesta rilevanza economica, ma dal ricco patrimonio
artistico e culturale. Negli anni il centro ha mantenuto a fatica certe
tradizioni, basti pensare che il 90% è andato perduto, perché poco valorizzato
o gettato nell'oblio. |
LA
SITUAZIONE OGGI: UN CENTRO PICCOLO E POVERO.
Oggi San Fratello è un piccolo centro che ha perso l'importanza
economica del tempo e fatica a trovare la sua identità finanziaria. Dal
punto di vista economico San Fratello è un paese in crisi profonda da
oltre cinquant'anni.
Il turismo tanto agognato in passato non è mai esploso definitivamente,
anche se, deve essere considerato a forza, il futuro della San Fratello
di domani, perché la base economica del presente è retta
dallo Stato che fornisce le pensioni agli anziani (ormai in maggioranza
rispetto alla forza giovane) che a loro volta la spartiscono con gli
eredi: questa è la fondamentale risorsa in molte famiglie per arrivare alla fine del
mese.
Nonostante diverse buone intuizioni e numerosi talenti, il cambio di
mentalità della popolazione tarda a consolidarsi, ecco spiegato il
motivo del successo che hanno trovato i diversi emigranti nativi del
luogo. Non è un problema di povertà del territorio e non lo è mai stato,
è solamente un problema di mentalità: "ognuno guarda solo al
proprio portafoglio e nessuno pensa a far crescere l'economia globale".
Prova inconfutabile di tale teoria potremmo constatarla giornalmente se
avessimo accesso a tutti i "libri neri" delle attività Sanfratellane
presenti e passate. |
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UNA RICCHEZZA MAI SFRUTTATA.
Allevamento e agricoltura sono rimaste ferme a metà del secolo scorso,
in pratica tutti cercano come sostenersi ma nessuno ha mai pensato ad
aggiungere a questo, anche il lavoro per gli altri e, così, infatti le
piccole aziende esistenti forniscono tanto quanto basta al solo nucleo
familiare interessato, mentre le grosse aziende e cooperative sono
rimaste in qualche cassetto insieme alle idee di rinnovamento.
Eppure i
prodotti tipici sanfratellani sono delle vere e proprie opere d'arte e
avrebbero mercato in tutto il pianeta: pensiamo all'olio
d'oliva a bassa acidità, alla ricchezza foraggiera offerta dai pascoli,
al suino nero dei Nebrodi, alla carne di cavallo, alle delizie della
pasticceria locale e poi ancora formaggi, provole, ricotte e insaccati
vari, tutti prodotti che vantano il grande pregio della genuinità, del
buon sapore ed un alto valore nutrizionale.
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il
suino nero (foto di Carmelo Emanuele) |
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TANTI BAR E POCHE IDEE.
Oggi un'altra fetta economica importante è ricoperta dai bar o in genere
dai luoghi dove si consumano alcolici: la media parla di un locale ogni
200 abitanti, nessuno come San Fratello in provincia di Messina. Ma se
dal punto di vista sociale tutto questo deve considerarsi una catastrofe
se ad esempio pensiamo al consumo di alcol tra i giovani, bisogna
anche notare che queste attività sono ormai divenute un punto focale
dell'economia odierna. Strano a dirlo, ma gli stessi locali, potrebbero
anche fornire una password importante per accedere al mercato economico
esterno e dare lavoro ai giovani. Un esempio: in molti bar la gelateria
è spesso sottovalutata e nonostante sia un mercato in continua ascesa in
tutta Italia,
ancora nessuno rischia l'investimento importante per conquistare anche
mercati esterni visto che il prodotto sanfratellano risulta essere molto
apprezzato fuori dai confini comunali, ma ad oggi è rivolto solamente
alla clientela locale. Tutto ciò garantirebbe senz'altro maggiori
entrate e qualche posto di lavoro in più.
L'eccezioni ci sono, infatti nel centro ci sono diverse (se pur poche)
attività commerciali che hanno investito nella pubblicità e nelle
possibilità infinitamente ampie che offre il mercato di internet.
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UNA FRANA ECONOMICA.
Tutto questo è comunque troppo poco per un centro che avrebbe dovuto
investire di più in un settore importante come quello del lavoro, anche
per combattere lo spopolamento avanzato, che fa di San Fratello il primo
centro della Sicilia che negli ultimi 100 anni in media ha perso più
abitanti. Che la natura non sia stata benevola ormai è risaputo, ma alla
frana naturale si è affiancata una frana economica che è stata causata
principalmente dagli stessi abitanti, che da sempre hanno investito
grandi e piccole somme fuori dal territorio comunale o, anche quando lo
hanno fatto a San Fratello, l'investimento doveva bastare solamente per
il proprio sostentamento, sottraendo al centro la possibilità di poter
avere un mercato esterno fiorente. Quei pochi, che poi hanno investito
in grande, hanno fallito miseramente perché basavano le proprie entrate
solo sugli abitanti del luogo con poche prospettive di crescita.
Qualche giovane prima di scappare dall'alternativa "cameriere o
manovale" (rigorosamente in nero e sottopagato) ha anche provato ad
inventarsi un mestiere, subito bloccato dai bastoni fra le ruote degli
amministratori del periodo. |

UN'OCCASIONE IRRIPETIBILE. Oggi, chiedere ad un
giovane di investire il proprio futuro a San Fratello è come dirgli che
ha, circa, le stesse possibilità di riuscita di fare sei al
superenalotto. Il motivo centrale è la piazza, mai realmente pronta al
grosso investimento e mai pronta a cogliere le occasioni. Citiamo ad
esempio il periodo Craxiano in cui il socialismo avrebbe dovuto
incrementare e consolidare la piazza di San Fratello ai vertici
economici almeno del territorio nebroideo, invece il centro è sempre
rimasto ai margini. I soldi sono finiti nelle tasche sbagliate e sono
svaniti, proprio come sono svanite le ambizioni del paese dei nonni del
ex-segretario Socialista e Presidente del Consiglio Italiano dal 1983 al
1987.
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IL COMUNE COME AZIENDA DI LAVORO.
Adesso
chi si deve fare avanti dovrebbe essere proprio il Comune di San
Fratello, iniziando a mettere da parte i tanti progetti che preparano
il territorio all'investimento del privato (tra l'altro tutti molto
scadenti) e pensare seriamente come diventare una azienda di lavoro per
i giovani del luogo, proprio come succede in tantissimi centri del nord
Italia, perché se c'è qualcuno che oggi può permettersi e rischiare
l'investimento sul territorio, questo è certamente il Comune, in primis per non perdere lo status e successivamente considerando i pochi soldi
rimasti nelle tasche degli abitanti e le motivazioni ormai estinte. Il
Comune di San Fratello dovrebbe investire e ricavare profitti da
dividere in lavoro per i suoi abitanti, garantire la crescita del
turismo agevolando tutte le iniziative turistiche.
L'ALLERGIA ALL'UNIONE.
In passato le cooperative non hanno mai portato niente di buono perché
geneticamente il sanfratellano è poco propenso in queste operazioni
commerciali, quindi per cambiare la mentalità bisogna che gli abitanti
di oggi, oltre a guardare alla propria cassa comincino a chiedersi cosa
possono fare loro per San Fratello, e anche quella minima parte donata
(di tempo, di attività socialmente utili, di idee lavorative)
diventerebbe ricchezza di tutti.
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TANTE PROSPETTIVE DI CRESCITA.
Malgrado le tante e troppe cose negative che si sono
viste a San Fratello, in particolar modo nell'ultimo
secolo, dalle frane a disastri politici ecc...
la cittadina nebroidea ha ancora delle prospettive
di crescita potenzialmente importanti. Per farci una
idea basta fare un giro proprio su questo sito web e
notare le tante e invidiabili particolarità che
questo centro possiede: San Fratello è la patria del
Cavallo Sanfratellano, dalla quale ci si deve
aspettare qualcosa di più in termini di offerta di
lavoro; ma il centro è anche la patria di San
Benedetto il moro e purtroppo qualche volta viene
scordato; la Lingua Sanfratellana, patrimonio
linguistico di riconosciuto valore storico; la
Settimana Santa e i Giudei, unica nel suo genere; i
tanti prodotti tipici, genuini e dal ricco valore
enogastronomico; i monumenti, di cui citiamo il
Santuario dei Tre Santi e il Chiostro seicentesco,
anche se è riduttivo fermarsi solamente a questi
due, visto che l'intero centro storico potrebbe
essere considerato a tutti gli effetti un immenso
monumento; l'area archeologica Apollonia, le tante
feste (quasi una ogni mese), i musei e tanto altro
che rendono San Fratello un paese ricco in povertà,
solamente perché non si è ancora riusciti a
valorizzare tutte queste attrattive, che andrebbero
impacchettate e offerte al mercato del turismo per
creare i tanto sospirati posti di lavoro. Invece di
porsi la domanda: "come posso restare al mio posto
il più a lungo possibile?" Gli amministratori
sanfratellani dovrebbero costantemente cercare la
risposta alla domanda "come posso ricavare posti di
lavoro dalle nostre ricchezze?", Ma questa è
un'altra storia di un altro argomento.
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