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San
Fratello 15 febbraio 2010.
Per il mondo scientifico, la notizia è di quelle
sensazionali ed è stato scelto un convegno per
darne divulgazione.
A San Fratello è stata finalmente individuata la
sede della città di Apollonia.
Ben sei monete con la scritta in greco e
raffiguranti il dio Apollo che suona le lira nel
diritto e nel rovescio la dea Artemide con testa
di dama, sono state rinvenute durante l’ultima
campagna di scavi effettuata sotto la direzione
della Soprintendenza ai beni archeologici della
Provincia di Messina. Si
sono dati appuntamento a San Fratello tutti i
principali rappresentanti del settore culturale
appartenenti alle Università peloritana e
palermitana ed i tecnici ed esperti per
comunicare i risultati.
L’occasione è stata la presentazione di una
ricca opera dal titolo “Apollonia indagini
archeologiche sul Monte Vecchio” curata dalla
professoressa Carmela Bonanno della
Soprintendenza archeologica di Enna. È
chiaro che le monete in bronzo ed argento sono
di inestimabile valore e fanno parte di un
consistente gruppo di ben duecento di varia
datazione.
Quelle di Apollonia venivano coniate sul posto
mentre le altre rinvenute durante lo scavo sono
databili da V secolo a C. con una netta
concentrazione corrispondente all’età agatoclea
e soprattutto agli anni della seconda guerra
punica. La zecca delle monete rinvenute è
Siracusa seguita dai Mamertini, così come una
discreta presenza, spiegabile con la contiguità
dei rispettivi territori, è costituita dagli
esemplari di: Caleacte, Haluntium, Halaesa,
Tauromenium, Catana, Centuripae, Leontinoi ed
alcune emissioni siculo-puniche.
Inoltre sono state rinvenute tre esemplari di
Rhegion, ed uno di Locroi.
Sono state anche rinvenute monete del periodo di
Ruggero II, Guglielmo primo, Guglielmo secondo,
Tancredi, Enrico sesto e Federico II il
Semplice. Erano in tanti a sollecitare la
campagna di scavi ma solo negli anni 2003-2005.
Ciò è stato possibile grazie ad un finanziamento
del Por Sicilia ed all’indagine
aerofotogrammetrica eseguita negli anni
precedenti, in occasione della redazione del
piano di fabbricazione del centro montato con
fondi del comune di San Fratello.
Come non riconoscente la validità di coloro che
negli anni hanno intuito provvedendo
all’esproprio del territorio oggetto degli scavi
ed alla relativa recinzione.
Infatti subito dopo queste operazioni diversi
sono stati i tombaroli che fermati durante
campagne di scavi clandestini hanno consentito
con i relativi sequestri ad incanalare nei
giusti indicatori i progetti e quindi i
necessari finanziamenti. A
tutto ciò bisogna riconoscere il grande merito
delle laboriose popolazioni sanfratellane che
nei secoli sia per la venerazione del luogo
sacro dominato dal santuario Normanno dei Santi
Patroni Alfio, Filadelfio e Cirino, sia per la
cultura e la memoria collettiva hanno fatto di
questo luogo uno scrigno sino ai nostri giorni.
[Gazzetta del Sud] |