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Novembre 2011. La nostra bella Sicilia colma già di
tanti problemi, deve anche far fronte ad un attacco
ignobile quanto scandaloso. Un attacco diretto
proveniente dagli ultimi confini di internet e
precisamente dai social network. Infatti, sulle
pagine di Facebook, il più famoso e potente social,
ma allo stesso momento tra i più pericolosi -
soprattutto per la totale assenza di controlli e
gestione dei contenuti - spuntano pagine che
inneggiano odio nei confronti della Sicilia e dei
siciliani.
Da anni ormai gli intenti e i
programmi di certi personaggi, come di affermati
partiti politici nordisti è chiaro a tutti:
liberarsi del sud Italia, spazzando via direttamente
l’Italia stessa e il suo concetto di Unità. Sono
idee che seppure pericolose e non condivisibili
nulla hanno a che fare con il fenomeno in crescendo
che impazza sulla rete. Infatti, fino ad oggi, nulla
di più spregevole era apparso in uno spazio
considerato pubblico, come i social network e il web
in generale. Proprio nell’anno del 150° anniversario
dell’Unità d’Italia, si trovano pagine che
inneggiano l’Etna a sputare fuoco per spazzare via
l’isola dalle tre punte. Recentemente addirittura si
è visto anche di peggio, con una pagina che chiede
esplicitamente alle Sante patrone di Palermo e
Catania - le due maggiori città siciliane - di
spazzare via la nostra terra e l’intero popolo
siciliano. Stupisce che a queste offese vergognose
abbiano aderito con il loro “mi piace” 750 persone
circa, come se attaccare un intero popolo rientri
ormai nella normalità di tutti i giorni. Frasi come
queste: “Qualcuno si è mai chiesto a cosa serve
il popolo siciliano? Ovvio, oltre ad esser usato
come schiavitù s'intende”; “Eliminate la Sicilia e i
siciliani”; e poi ancora bestemmie contro i
Santi di Sicilia, prese di mira in particolare le
patrone delle due maggiori città siciliane, Palermo
e Catania.
Ho già denunciato a chi di
dovere la pagina, i creatori e tutti coloro che
hanno aderito con il loro “mi piace”, perché va bene
la libertà di internet, ma distribuire gratuitamente
offese e fomentare odio contro un’intera regione mi
sembra davvero troppo. Spero che l’argomento non
venga sottovalutato perché la storia insegna che da
piccole coalizioni fondate sull'odio come queste,
sono nate poi le maggiori campagne di violenza
razziale della storia che poi hanno portato a delle
tragedie di massa, quando ormai erano ingovernabili
e incontrollabili. Oggi le barriere di questa
vergognosa realtà si sono trasferite sul più potente
web e assistiamo tutti i giorni ad alleanze di
violenza e odio che lasciano meravigliati per la
straordinaria organizzazione che dietro le quinte le
sorregge. [Carmelo Emanuele] |