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***Carmelo*Emanuele***

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Anno 2012 / Febbraio

EVENTI

San Fratello, il popolo che non si è mai arreso alla natura

 

Ricordi e speranze a due anni dalla terza frana

 

Il 14 febbraio 2010 uno dei più grossi dissesti idrogeologici avvenuti in Sicilia minaccia di far scomparire San Fratello

San Fratello, 14 febbraio 2012. Tra le ore 11,00 e le ore 13,00 del 14 febbraio 2010 tutto San Fratello era a conoscenza della terza devastante frana che stava cominciando l’opera di distruzione nei quartieri Stazzone, Riana, Monte Nuovo e San Benedetto. In poche ore dei 4.500 residenti, circa 2.000 furono scaraventati fuori dalle proprie abitazioni, mentre almeno un altro migliaio di spontanea volontà abbandonò il centro montano per paura che la frana potesse colpire l’intero paese. E l’idea sfiorò più volte l’ipotesi della distruzione totale, quando ci si rese conto che le crepe avevano raggiunto ben presto le vie Scaglione e Latteri. La frana di due anni fa non fece registrare nessun crollo, ma saranno oltre 200 gli edifici interessati più o meno gravemente dal dissesto; una ventina di questi irrimediabilmente andranno persi: fra questi anche i plessi delle scuole elementari e la nuova Chiesa di San Nicolò. Sotto l’imponente mole della Chiesa, si radunano ben presto un centinaio di uomini, alcuni di loro non sanno ancora il destino della propria abitazione, eppure sono lì a fornire le braccia per togliere dal pericolo un pezzo d’arte e di storia dell’antico San Fratello. Viene fatto uscire il Crocifisso che orizzontalmente percorrerà una silenziosa processione per chiedere la fine dell’incubo.  

 

Così, dopo il 1754 e il 1922 un’altra frana minaccia l’esistenza di San Fratello: tra il pomeriggio e la sera del 14 febbraio quando i movimenti raggiungono il culmine San Fratello è un paese fantasma, con solamente un migliaio di persone in quei quartieri dove non si è avuto alcun movimento. Tutto il versante est del monte su cui sorge l’impianto urbano è completamente evacuato e si trova al buio, perché senza energia elettrica. Si sentono i rumori interni nelle varie abitazioni, mentre ad occhio nudo si possono notare le crepe che si allargano. Già da qualche ora sono presenti nel centro i mezzi di soccorso che da ogni parte della provincia continuano ad arrivare di corsa per evitare tragedie umane.

All’alba la situazione è degna di un film hollywoodiano: forze dell’ordine per ogni via, carabinieri, polizia, vigili del fuoco, protezione civile ecc… tutti mischiati alla povera gente di San Fratello che in una straripante cornice di silenzio, con le lacrime nel cuore torna nelle proprie abitazioni per svuotarle di ogni ben di Dio, aiutati e confortati dalla solidarietà umana, che raggiunge l’apice proprio in quegli istanti di vita che nessuno potrà mai più dimenticare.

Alle tante domande della gente che si interroga prima di tutto sul proprio futuro, non ci si riesce neppure a capacitare della grandezza e complessità del fenomeno, tanto imprevedibile alla vigilia quanto conosciuto in passato.

 

 

Due anni dopo quel tragico evento San Fratello è una cittadina tuttora convalescente: sono ancora troppi i problemi che affliggono i 3.500 residenti, con oltre 700 sfollati. Positive sono le notizie dei lavori che proseguono su tutti i cantieri, ma il problema economico rimane elevato, così come la carenza di offerta lavorativa, due pesanti macigni che gettano dubbi sul futuro del centro. Qualsiasi progetto di rinascita stenta a decollare e le ultime recenti minacce di dissesto in altri quartieri non hanno aiutato a restituire la tranquillità.

 Il 14 febbraio 2010 è stata la fine di un’era per San Fratello e questo ennesimo “punto e a capo” firmato dal grosso dissesto idrogeologico, ha sancito anche l’inizio di una nuova storia, quanto lunga non ci è dato saperlo, ma di certo saranno ancora protagonisti gli uomini di San Fratello, chiamati a scrivere il destino di questo luogo misterioso che affonda senza timore le proprie radici tra il sacro e il profano. Uomini che con le loro gesta hanno scritto il meglio e il peggio della storia sanfratellana. Ma dopo aver scritto pagine e pagine di cose negative non sono più ammessi errori, perché la vita stessa del paese oggi è appesa ad un sottile filo. Ecco perché i protagonisti contemporanei sono attesi da una prova di coraggio nonché di orgoglio, per dare speranza ad un popolo che avrà il difficile compito di resistere alle avversità (anche della natura), per continuare a scrivere il singolare libro della lunga e non poco tortuosa storia del paese di San Fratello.      

di Carmelo Emanuele


     

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