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***Carmelo*Emanuele***

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Anno 2012 / Gennaio

Speciale 90° Anniversario della frana di San Fratello del 1922

 Si poteva salvare San Fratello?

Tanti erano stati i segnali premonitori del disastro, ma il nucleo della storica città fortificata dai Normanni aveva già le ore contate

San Fratello, 7 Gennaio 2012. La frana che colpì San Fratello quei primi giorni di gennaio del 1922 è stato uno smottamento gigantesco che ha inghiottito quasi per intero uno dei più popolosi paesi della provincia di Messina. Questo è il primo di tre articoli, dedicati al ricordo di quel tragico evento, che in questi giorni compie 90 anni esatti. Un ricordo triste, perché in quei giorni la storia del ultramillenario paese rischiò di terminare sotto le macerie; la vita dei suoi sfortunati protagonisti cambiò in modo radicale, segnata per sempre dalla perdita di tutto ciò che si possedeva. Questo primo appuntamento è dedicato alla comprensione di quel tragico evento, che era stato già ampiamente previsto, perché anticipato da altri smottamenti di minore entità. Naturalmente però non era prevedibile il grosso danno che poi si verificò. Ciò che invece ci preme sapere è: "Era ipotizzabile una messa in sicurezza dei quartieri a rischio?"

Chiariamo subito che grazie ai documenti giunti fino a noi, possiamo confermare - come detto - che l’evento era stato previsto. Lo stesso Gen. Di Giorgio - politico illustre dell’epoca - non fu certo l’unico che cercò di salvare San Fratello invano. Anche la gente dei quartieri era a conoscenza del rischio frana, ma di certo nessuno avrebbe immaginato un disastro come quello che poi si verificò.

La frana che colpì San Fratello nel 1922

Un disastro annunciato (tratto dal libro i "Personaggi storici di San Fratello" a cura di Salvatore Di Fazio). La catastrofica distruzione di San Fratello cominciò verso l'una di notte tra il 7 e l'8 gennaio 1922, quando, sotto raffiche di pioggia e di neve, si cominciò ad avvertire un agghiacciante scricchiolio di muri. Il paese era immerso nel sonno e nel buio dell'inverno tra i più rigidi di quel secolo. Nessuno tuttavia avrebbe immaginato... leggi tutto

Molti indizi poi, ci portano a supporre che la zona nei pressi della Chiesa Maria SS Assunta (la Matrice), fosse anticamente circondata da altre abitazioni, scomparse sotto un precedente movimento franoso. A dare conferma di questa ipotesi anche la costruzione della nota “Murata”, eretta qualche decennio prima come muro di contenimento dei quartieri posti a monte.

Quindi la frana del 1922 non fu altro che l’epilogo di precedenti smottamenti che avevano interessato in modo minore quella stessa zona, solamente più a valle.

Si poteva salvare San Fratello? Come accennato precedentemente il Gen. Di Giorgio ed altri illustri personaggi dell’epoca ne erano convinti, ma servivano dei grossi finanziamenti per creare, a supporto della già esistente “Murata”, altri muri di contenimento scaglionati con pali di supporto ed inoltre canalizzazioni dei flussi di acqua che dovevano alleggerire il sottosuolo dell’anfiteatro naturale sulla quale sorgeva parte del centro di San Fratello. Il grosso finanziamento non arrivò e altro non poteva farsi che attendere la mano del destino che colpì spietatamente in quei giorni la città, anche perché lontani anni luce dalle moderne trivellazioni di consolidamento della terra, difficilmente si sarebbe salvato il paese con gli ulteriori lavori.

Tale dato trova conferma da una semplice constatazione: dopo 90 anni, ancora oggi la frana che distrusse San Fratello nel 1922 è attiva in parte di quelle zone colpite allora. Nonostante recenti consolidamenti un tratto di strada continua inesorabilmente a scivolare a valle. Tutto ciò ci induce a pensare che probabilmente ogni sforzo fatto all'epoca per salvare l’antico abitato sarebbe stato ugualmente vano.

LA FRANA DEL 1922 NON SI E' MAI FERMATA

Continua a scendere il tratto di strada in via Libertà, dove un tempo sorgeva il centro di San Fratello con i suoi nobili palazzi medievali separati dai vicoli e dal corso centrale che univa il nord e il sud dell'allora popoloso centro montano. Strade che hanno raccontato la storia di ... leggi tutto

All’interno della zona colpita si trovava il nucleo più antico della città Normanna, fortificata mille anni prima dai devoti al seguito di Ruggero I, come testimonia la cartina con le 12 chiese racchiuse in pochi isolati, tipico di tutti i centri fortificati dai Normanni in quel periodo.

Tra i documenti trovati ci siamo imbattuti in due cartine storiche di San Fratello. La prima di appartenenza della curia è più antica, infatti ancora non sono rappresentati alcuni quartieri nati a cavallo tra la fine dell'800 e i primi anni del '900, periodo in cui il paese crebbe molto; l'altra è più recente alla frana del 1922...

...la foto sotto è stata scattata tra il 1890 e il 1892. [Carmelo Emanuele]

Storie di vita sanfratellana. La vita del paese prima di quel tragico evento non era molto diversa da molti altri centri che vantavano in quel periodo alla pari di San Fratello una disponibilità agricola notevole che si confrontava quotidianamente con le insidie di una zona sottosviluppata quale era il sud dell'Italia. Il motore economico dell'abitato erano le vaste terre sfruttate per l'allevamento e l'agricoltura; la manodopera locale era sorretta dalle antichissime tradizioni. Ciò che molti sconoscevano o ignoravano era la ricchezza che nascondeva San Fratello, sia nel vero senso della parola, sotto forma di ogni bene che apparteneva alle ricche famiglie sanfratellane, sia come patrimonio storico e culturale. Non bisogna però dimenticare che ad un centinaio o poco più di facoltose famiglie nobili, si contrapponevano gli oltre 14.000 residenti che vivevano tra timidi e sottili raggi di benessere e la più profonda e oscura povertà. 

C'è un libro in particolare, "Folklore di San Fratello", scritto da Benedetto Rubino  in quegli anni, che raccoglie alcune delle più note tradizioni consumate sotto la Roccaforte e racconta degli episodi che hanno tra le altre cose il pregio di ricalcare la vita sanfratellana dell'epoca, con tanto di lotte di campanile e di conflitti fra quartieri. [Carmelo Emanuele]      

     

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