HOME S.Fratello Notizie Angolo Info Facebook Twitter GallettoBluTV  

 www.sottolapietra.com - Rassegna Stampa, Notizie e Pubblicazioni - Archivio con Motore di Ricerca Interno

 

 
 

***Carmelo*Emanuele***

carmelo.emanuele@hotmail.it

Anno 2012 / Gennaio

Speciale 90° Anniversario della frana di San Fratello del 1922

 L'OCCASIONE MANCATA

Il popolo dell'antico San Fratello danneggiato da divisioni interne e lotte di potere   

San Fratello, 8 Gennaio 2012. Secondo appuntamento dei tre in programma dedicati al ricordo della tragica frana del 1922 che sconvolse la vita di San Fratello.

Esattamente 90 anni fa, si consumava il dramma dell’antico borgo dedicato a San Filadelfio, ribattezzato da qualche secolo "San Fratello".

Questo paese era in quel periodo uno dei più potenti della provincia, ben radicato nelle sue tradizioni che si perdevano nei secoli, impreziosito dalla bellezza dell’esteso territorio che culminava nel borgo antico accostato alla pietra della Roccaforte, formato a sua volta da un impianto urbano forgiato nella storia da una cultura multietnica che ne aveva accarezzato l’anima in vari periodi senza mai dominarla del tutto.

Le divisioni interne, dalla parrocchia al quartiere di appartenenza, erano ben forti e visibili a tutti. Ma sull’orlo del destino che da lì a poco ne avrebbe segnato la storia, il paese dei Tre Santi e del primo Santo di colore della Chiesa Cattolica, si addormentava in quella gelida notte di gennaio con la consapevolezza che nulla avrebbe scalfito la propria egemonia.

Quei tragici giorni videro invece ¾ del paese raso al suolo. Il conto fu salatissimo: 10 chiese (11, se si conta la Chiesa San Nicolò), l'antico Monastero, il Municipio e altri uffici pubblici, palazzi nobiliari, pregevoli abitazioni e case modeste, insomma interi quartieri spazzati via, fra cui anche la casa di San Benedetto il moro… persi anche antichi documenti e forse mai come in quei giorni la ricchezza e la povertà di San Fratello furono così vicini, perché tutto scomparve in poche ore sotto gli occhi attoniti di circa 15.000 anime.

Dalle montagne del Caronia dove un tempo alzando lo sguardo si poteva ammirare a poche ore di cammino la bellissima cittadina di San Fratello, adesso si vede il vuoto. Ed il vuoto si vedeva nei volti delle persone che non hanno atteso neppure la fine del dramma per cominciare a scavare, perché quella frana gli aveva rubato tutto.

Nulla fu più come prima! Per alcuni addirittura San Fratello morì in quei giorni.

 

San Filadelfio

 

Morirai fra cent'anni o forse

sei morto cento anni fa

e non te ne sei mai accorto

 

Il tuo sangue non scorre più

ostacolato dalle macerie

 

Il tuo viso è umiliato,

distrutto e depresso

 

Come un fiore appassito

attendi l'inverno

per nasconderti

sotto la fredda e gelida neve.

 

La materia è niente

è l'anima che conta

e la tua anima vivrà in eterno.

 

San Fratello, 28 Aprile 2010

La gente, già divisa cominciò lentamente a tornare a vivere. Il progetto “delocalizzazione sulla costa” non convinse del tutto, mentre quello al di là della “Roccaforte” dava maggiore sicurezza agli allevatori e agli agricoltori che non dovevano allontanarsi troppo dal loro mestiere.

La divisione si consumò nei decenni a seguire con lotte di potere fra chiesa, nobili e cittadini comuni che dimenticandosi del loro passato si chiusero in un bunker di isolamento, scatenando guerre assurde e ridicole all’interno dello stesso popolo.

Mentre sulla costa la giovane Acquedolci prendeva lentamente le distanze dal passato Sanfratellano a causa di anni di soppressione culturale e ignoranza pubblica, San Fratello si allontanava dal suo di passato, ricostruendo senz’anima i nuovi quartieri. Tutti abbandonarono i vicoli del piccolo borgo rimasto intatto dopo secoli di catastrofi naturali alla ricerca dell’abitazione sulla costa o nel nuovo San Fratello.

Dopo anni di inutili scontri i due popoli si divisero anche per la legge e così la fine di quel glorioso passato fu scritta e sancita.

90 anni dopo, il paese sul monte che ha ereditato oltre al nome un pezzo importante del glorioso San Filadelfio è ricaduto nel baratro della calamità e cerca disperatamente di aggrapparsi alla vita per non gettare nell’oblio ciò che resta di quella bellissima storia tramandata dagli anziani. Mentre Acquedolci, che da quel disastro vide la propria luce, rivede in quel passato il futuro di un cambiamento che fa paura e nasconde delle insidie. È da quel passato che si cerca di rispolverare quell’anima nobile che gli ha dato la vita, ma che da un po’ di tempo sembra affievolirsi, perché dimenticata sotto le ruvide tempeste del progresso che invade tutto senza logica né criterio. [Carmelo Emanuele]

 

La storia del paese scolpita dal dolore

Nessun centro abitato come San Fratello ha legato la sua storia alla frana, sembra davvero che il dissesto idrogeologico sia nel nostro destino. Nessuno merita una frana ma spesso mi sono chiesto: "perché proprio a noi?

Il dolore della frana nel sanfratellano è intrinseco, si porta dentro perché si è vissuto il dramma in prima persona o perchè ne abbiamo raccolto l’eredità... leggi tutto

 

Perché si arrivò alla divisione? San Fratello non fu mai una cittadina tranquilla, infatti le divisioni interne erano ben forti e radicate nei secoli. La frana del 1922 per molti fu un'occasione per liberarsi di una parte scomoda del paese. In realtà, quell'immane disastro che inizialmente sancì l'anno zero del popolo sanfratellano, nel giro di pochi mesi divenne una grossa occasione per rinascere forte e potente come prima. Purtroppo nulla di tutto questo si realizzò.

Da qualche anno infatti, l'economia che muoveva il territorio si stava spostando sulla costa, aiutata soprattutto dalle favorevoli comunicazioni e dallo sviluppo che stava portando la linea ferrata prima e la SS 113 successivamente. Tanto è vero che lentamente lungo tutto il territorio costiero iniziavano a comparire piccole frazioni e si accrescevano anche i vecchi borghi marini che poi, lungo il novecento sarebbero diventate le moderne cittadine di oggi.

Anche ai piedi di San Fratello si trovava una piccola frazione, il borgo della marina. Dopo la frana il progetto di ricostruire San Fratello sulla costa era ambizioso e se realizzato avrebbe garantito al paese dei Tre Santi l'egemonia sui Nebrodi che oggi ha invece Sant'Agata Militello. Anzi, sarebbe stata una cittadina superiore all'attuale Sant'Agata Militello, primo perché ne avrebbe contrastato la stessa crescita e secondo perché forte già allora di 15.000 residenti e di un progetto di notevole spessore.

Invece Acquedolci rimase un grande contenitore semivuoto per tanti anni, riempiendosi poco alla volta, perché la rinascita di San Fratello si era lentamente compiuta anche altrove. Principalmente nei quartieri odierni di Stazzone, Monte Nuovo e Schiena. Ed è proprio la costruzione di questi quartieri che convince poco: il quartiere Schiena ha avuto diversi interventi di consolidamento, senza dimenticare la situazione penosa delle strade; lo Stazzone sotto il profilo urbanistico è stato quello costruito meglio, il problema è che il sottosuolo nascondeva delle insidie; il Monte nuovo è stato il vero disastro della ricostruzione e basta percorrere le strade, soprattutto nella parte bassa del quartiere, per renderci conto di quale assurdità venne compiuta.

Queste lotte di potere che provocarono la divisione non aiutarono San Fratello, perché la leadership sul territorio era ormai compromessa e l'ulteriore danno arrecato dalla frana del 14 febbraio 2010 ha solamente accelerato un processo di decadenza avviato già nei primi anni '60. Anche Acquedolci, che oggi è un comune a tutti gli effetti e nei prossimi anni continuerà a crescere è stata danneggiata da questa divisione. Infatti, visto anche i tempi che corrono, difficilmente riuscirà a strappare ciò che Sant'Agata Militello si è costruita da sola e con merito.

Percorrendo le strade di Acquedolci si capisce subito che fu progettata per diventare una cittadina che negli anni d'oro della Repubblica avrebbe potuto ambire allo scettro di provincia dei Nebrodi. Ciò che in pratica sfuggì a Sant'Agata Militello probabilmente solo per il piccolo numero di abitanti. Insomma, l'idea di andare ognuno per la sua strada non fu affatto azzeccata.

Si può tornare indietro? Secondo il mio parere San Fratello e Acquedolci possono benissimo fare entrambi un passo indietro e stabilire delle regole per dare continuità ad entrambe le culture. Si può iniziare con una cooperazione stretta tra i due paesi che magari in futuro possa sfociare nell'unione vera e propria dei due comuni. Da San Fratello criticano: "così perdiamo l'identità culturale e tutte le nostre tradizioni" ...Mi chiedo se il tempo non stia facendo proprio questo! Ma se pensiamo alla storia antica del nostro centro, non furono proprio i diversi popoli sotto la Roccaforte ad arricchirci del nostro singolarissimo Folklore?

DELOCALIZZAZIONE…e se si attuasse il piano del 1922?

In questi giorni il tema della delocalizzazione delle abitazioni colpite dalla recente frana è all’ordine del giorno. Su facebook al sondaggio lanciato da sottolapietra.com hanno aderito circa 100 persone di cui: ben 63 hanno risposto che prima bisogna ristrutturare le case esistenti; 42 hanno risposto che non importa se la delocalizzazione verrà fatta al... leggi tutto

...Oggi c'è anche da vincere la paura del nuovo o del diverso, in fondo siamo entrambi gli eredi della San Fratello delle divisioni interne. Ecco perché una scelta come questa sarebbe talmente avanti che forse ancora non possiamo comprenderla in questo tempo. [Carmelo Emanuele]   

     

  Condividi

 

 

Archivio Notizie 2012

     
     

cerca nel sito

 
Ricerca personalizzata
 

 

Notizie da San Fratello

 
 

L'Angolo dell'Informazione

 
 

Archivio Notizie 2012

 
 

GallettoBluTV (video)

 

 


www.sottolapietra.com

sul web dall'11 febbraio 2003 - mail: sottolapietra@email.it / carmelo.emanuele@hotmail.it

contatore visite attivato il 23/12/2010

 senigallia