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San Fratello, 31 Gennaio
2012. Si eleva fino ai palazzi del potere comunale
l’ultimo appello lanciato da alcuni sfollati, che
chiedono alle istituzioni di accelerare sul rientro
nelle proprie abitazioni. In effetti secondo una
nostra indagine a campione, circa il 70% degli
sfollati che vive fuori San Fratello, ha chiesto
espressamente di rientrare quanto prima nelle
abitazioni di residenza.
E il restante 30%?
Attualmente è composto in maggioranza da gente
rassegnata ad un futuro altrove, piuttosto di
abitanti che hanno deciso di loro spontanea volontà
di abbandonare il luogo natio. Alcuni di loro hanno
già deciso che non rientreranno più a San Fratello
perché si sono fatti una vita altrove, ma c'è ancora
una corposa parte che spera e desidera di tornare,
ci dicono: "mi manca il paese", "sono nato a San
Fratello e voglio vivere lì", "qui sto bene ma il
mio paese è San Fratello", frasi avvolte da una
forte emozione e tanta malinconia. Altri invece
sperano solo di rientrare nella propria abitazione:
"non sento la mancanza del paese, ma mi manca molto
casa mia", infine altri ancora hanno bisogno di
rientrare per i propri interessi economici: "la mia
vita è al paese, lì ho il mio lavoro, i parenti e
gli amici, da quando vivo fuori faccio fatica ad
arrivare alla fine del mese".

Per quanto riguarda i
tempi di consegna dei lavori, ancora nulla è certo.
Le previsioni più ottimistiche indicano il prossimo
autunno come periodo di possibile apertura di alcune
abitazioni site in zona rossa; periodo che dovrebbe
coincidere con il ripristino dell’edificio delle
scuole medie.
Intanto i lavori nella
via Stazzone procedono spediti, così come nel
cantiere Monte Nuovo e ciò dovrebbe consentire a
breve il rientro di alcune famiglie che attendono
con la contenuta dose di felicità la notizia tanto
attesa.

Il rientro a San
Fratello di alcuni nuclei familiari dovrebbe, con la
naturale cautela, ridare respiro all’economia
sanfratellana, in primo luogo grazie alla stessa
presenza sul territorio delle famiglie e
secondariamente per i necessari lavori da fare sulle
abitazioni lievemente danneggiate. Lavori che
verranno finanziati dagli indennizzi già conteggiati
dalla Protezione Civile. Meno convincente il
discorso sulla delocalizzazione, divenuta quanto mai
fantomatica rispetto all’idea del recupero degli
edifici esistenti nel centro abitato, dopo un
accurato censimento. Idea, che ha preso sempre più
piede grazie alla garanzia del notevole risparmio in
denaro e giustificata anche da un territorio
martoriato dagli smottamenti che poco concede alla
fantasia dei progettisti. Difatti in seguito a
sopralluoghi marginali le aree identificate non
molto tempo fa, cioè contrada Grazia, Vilaggio Ises
e Monte Vecchio non offrono le dovute garanzie, ma
logicamente si attendono nuovi e più accurati studi
in merito. |