Benedetto Manasseri da San Fratello è stato il primo Santo di colore della chiesa cattolica

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San Benedetto il moro da San Fratello

 

     

 

La vita del Santo nato a San Fratello che ha vissuto nella povertà e ha donato la vita alla misericordia e al perdono divino. Benedetto nasce nel 1524 a San Fratello (Messina) da Cristoforo e Diana, schiavi etiopi al servizio di Antonio Manasseri, che affranca il bambino dalla schiavitù. All’età di 21 anni incontra fra Girolamo Lanza, un eremita di S.Marco d’Alunzio: il ragazzo vende i suoi buoi, da il ricavato ai poveri e lo segue per diventare eremita. Il gruppo di eremiti di fra Girolamo si stabilisce a Caronia e nell’eremo di S.Domenica Benedetto prega giorno e notte, dorme sulla nuda terra per poche ore, mangia solo pane ed erbe una volta al giorno e si infligge dure flagellazioni. A causa del continuo andirivieni di gente che accorrevano all’eremo per vedere Benedetto, il gruppo fu costretto a trasferirsi a Platanella e poi, sempre per lo stesso motivo, alla Mancusa, tra Partinico e Carini, infine sul monte Pellegrino a Palermo: alla morte del Lanza lo eleggono loro superiore. Nel 1562 il papa PIO IV ordina loro di entrare in convento: dopo 17 anni di eremitaggio, a 38 anni Benedetto sceglie di entrare nell’Ordine dei Frati Minori. Dopo tre anni al convento di S.Anna a Giuliana entra nel convento di S.Maria del Gesù a Palermo con le mansioni di cuoco e vi rimane fino alla morte. Si narra che un giorno, mentre egli teneva in braccio il Bambin Gesù datogli dalla statua della Madonna, il suono della campana lo ridesta dall’estasi ed egli lancia in tutta fretta il bambino tra le braccia della Vergine per accorrere ai suoi doveri.

 

 

Oggi possiamo vedere il Gesù Bambino della statua in una posizione scomoda, quasi stesse per cadere! Nel 1583 i frati lo elessero superiore: furono così tante le richieste per entrare in convento con lui che fu costretto a costruire un secondo piano e un nuovo braccio del convento. Poveri, ricchi o nobili egli li riceveva tutti e per ognuno aveva parole di consolazione; uomini di cultura, teologi, vicerè, magistrati e amministratori della città accorrevano a lui per avere consigli e suggerimenti. Nonostante non sapesse né leggere né scrivere si intratteneva coi novizi in lunghe lezioni sulle Sacre Scritture. Benedetto, per grazia di Gesù, ha dato la vista ai ciechi, ha raddrizzato gli storpi, ha guarito appestati, ha ridato la vita a tre morti. Nel febbraio del 1589 Benedetto si ammala e muore il 4 Aprile di quello stesso anno alle ore 18.00: aveva 56 anni.

 

A sinistra uno dei numerosi volumi scritti sulla vita del Santo; a destra la Statua di San Benedetto, portata per le vie di San Fratello ogni anno il 17 settembre. Nel calendario cristiano la ricorrenza del Santo di colore avviene il 4 aprile

 

 Come lui aveva predetto una moltitudine di devoti da ogni parte dell’isola, Vicerè, Cardinali, Arcivescovi, magistrati e dignitari spagnoli che si trovavano a Palermo accorsero alla sua tomba per pregare in un andirivieni che durò parecchi mesi; nel frattempo il suo intimo amico Giandomenico Rubiano si interessò affinchè fosse iniziato il processo canonico per la sua beatificazione. Dopo la sua morte, le notizie sui miracoli compiuti dal frate che teneva in braccio il bambin Gesù giunsero alla corte del re di Spagna e Portogallo: a conferma di ciò ricordiamo le commedie sul santo scritte da autori spagnoli e la processione del 1625 in Portogallo dove il santo fu associato alla regina Isabella di Coimbra canonizzata a Roma qualche mese prima! I frati spagnoli e portoghesi, trasferendosi sulle rotte missionarie del Sudamerica , fecero attecchire il culto di Benedetto in quei luoghi ancor prima della sua beatificazione ed egli divenne il protettore degli schiavi che lo invocavano quando prendevano le frustate: nell’area del lago di Maracaibo, ad esempio, sin dal 1600 per gli schiavi che coltivavano cacao e tabacco il giorno della festa era un giorno di libertà, di balli, di bevute.

 

La villa comunale dedicata a San Benedetto. Finita di costruire nei primi anni ‘90, è stata inaugurata solamente nel 1998.

 

La Chiesa di San Benedetto, oggi nel comune di Acquedolci, un tempo frazione di San Fratello. Terminata di costruire già alla fine degli anni venti in seguito alla disastrosa frana che colpì San Fratello nel 1922, questa Chiesa era destinata a diventare la Chiesa Madre della nuova San Fratello.

 

Nei primi anni del 1600 gli schiavi di Cadice, Lisbona, Siviglia e Gibilterra pregano con fervore il "negrito de Palermo" e ne nascono molte confraternite, non solo in Spagna e Portogallo ma anche in Sudamerica. Nel 1652 il Senato di Palermo lo promuove copatrono della città affiancandolo a Santa Rosalia: nonostante ciò la Chiesa farà passare duecento anni dopo la sua morte per decidere la canonizzazione di Benedetto e Rubiano, prima di morire vedrà solo la traslazione del corpo dall’umida tomba dove era stato seppellito al posto che oggi occupa nel convento, ai piedi della Madonna. In tale occasione, il corpo incorrotto del santo emanò un forte profumo e chi riuscì a toccarlo ricevette grazie e miracoli.

Nel 1715 a Roma si svolge una importante tappa del lunghissimo processo di canonizzazione di Benedetto: dopo molti interrogatori emerge dalle testimonianze il culto decretato al santo nero e la sua forte etnicizzazione ad opera degli schiavi africani sia nella penisola iberica (Cagnete de las Torres, Cordova, Madrid, Lisbona, ecc…) e sia nel Nuovo mondo. Fin dal XVII secolo in America Latina vengono stampate e scolpite immagini di Benedetto, vengono celebrate messe in suo onore, le sue statue vengono portate in processione dai fedeli: a Lima (Perù), a Città del Messico e a Puebla de los Angeles (Messico), a Bahia e in tutto il Brasile ci sono chiese con altari a lui dedicati. Neri, mulatti e indios amarono subito il nostro frate nero perché vedevano in lui la possibilità di un riscatto, il paradiso dopo i patimenti terreni. Solo nel 1763 Papa Clemente XIII lo dichiarò Beato. Fra i miracoli che gli compì dopo la sua morte diverse centinaia furono presentati ai processi, con testimonianze oculari e referti medici:la Chiesa ne scelse due, perché due erano necessari per dichiararne la santità. Furono la guarigione di Filippo Scaglione di San Fratello, nato storpio e paralizzato ad entrambe le gambe e il miracolo operato a Salvatore Centini Capizzi, sempre di San Fratello, che per mettere in fuga alcuni maiali aveva sparato per errore al figlio procurandogli una ferita mortale alla gola: egli chiamò il guardiano del convento, il quale con la reliquia del santo rimarginò la ferita fra lo stupore di tutti. Così finalmente nel 1807 il Papa PIO VII eleva Benedetto agli onori dell’altare il 25 Maggio.

 

 

Oggi in Venezuela si svolgono nelle regioni di Merida, di Zulia, di Trujillo, di Lara e di Falcon festeggiamenti di forte connotazione folkloristica in onore di "San Benito" sin dal XVIII secolo: numerosi sono i villaggi che lo venerano come patrono e protettore e non c’è casa in queste zone dove non si trovi una sua immagine; a Timotes, a Bobures, a Caracas, a Maracaibo si celebrano processioni precedute da danze tipiche dei neri accompagnate dalla musica dei tamburi, in una stupefacente girandola di colori che affascina il turista. Nello stato di Merida nelle processioni i devoti imitano il santo dipingendosi la faccia di nero, si mettono un mantello giallo e portano il sombrero sul capo, indossato anche dalle statue del santo. Nelle città a nord del Brasile le donne danzano attorno alla statua del santo, mentre a San Luis de Maranhão le ballerine portano tra le braccia la statua del santo durante la danza. Tamburi, flauti e violini accompagnano i "giros de San Benito", mentre i voti vengono sciolti ballando e bevendo rum, che viene versato anche sulla statua del santo. Ritroviamo riti similari in Perù a Lima, Callao, Salitral, Huancabambam, Yacila… e cinque anni fa sorge addirittura un paesino, che oggi conta già 4.000 abitanti e che si chiama "San Benito"!

 

Celebrazioni e ricorrenze, una Chiesa, un Santuario, una piazza, una villa, tanti libri e soprattutto molta fede. Per le strade di  San Fratello e nei cuori dei sanfratellani la presenza di San Benedetto il moro è costante

 

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