Pianta di San Fratello prima della frana del 1922

 
 
 

San Fratello fino al 1922 era uno dei borghi storici più belli d'Italia, nonostante le tante frane subite - la più colossale era stata quella del 1754, che portò via una parte del paese più antico e presumibilmente anche il Castello di San Filadelfio del XI/XII secolo - il centro di San Fratello era comunque la quinta cittadina più popolosa della Provincia di Messina. In quel periodo erano censiti circa 11.000 abitanti, ma probabilmente c'erano circa 14.000 o addirittura 15.000 persone intorno alla Roccaforte, in quanto erano abbastanza consueti gli errori di censimento in quel periodo, soprattutto nei paesi montani. Il centro era riversato quasi interamente tra la Roccaforte e i quartieri Crocifisso e Convento, mentre una zona nuova a sud si stava espandendo a vista d'occhio (zona che a seguito della frana sarebbe poi diventata il nuovo centro del paese). La Frana del 1922 cancellò circa 3/4 del paese, la parte più antica e bella, con 10 chiese (11 con la Chiesa di San Nicolò, inizialmente risparmiata), il Municipio, gli uffici della Pretura, e poi storiche vie, piccoli vicoli, archi, scalinate e particolari piazze, che raccontavano la storia ultra millenaria del paese dei Tre Santi, di San Benedetto il moro, dei Giudei, del Cavallo, della lingua sanfratellana e di tante altre tradizioni, tutte nate e sviluppatesi in quegli angoli, fra centinaia di piccole case povere e spettacolari palazzi di nobili famiglie. Tutto è andato perso come la via Tre Santi che portava al Largo Matrice, la via Murata, largo Brinelli, l'arco e la via Cristoforo Colombo, il vicolo dei Lombardi, largo Martiri e largo Valle, il vicolo dei Troiani, via Vittorio Emanuele, vicolo Sicani, via Alfitri, via Bellini, via Archimede ecc... San Fratello purtroppo ha subito diverse frane, di certo quella del '22 è stata la più catastrofica, sia dal punto di vista numerico, con circa 10.000 persone senza tetto, sia dal punto di vista storico, artistico e culturale, visto che sono andati persi non solo chiese, edifici, monumenti e opere d'arte che rappresentavano parte della storia del paese, ma anche numerosi documenti che hanno lasciato il vuoto su una grossa fetta di storia, ormai arricchitasi di mistero perché parte di essa è inaccessibile. Molto di quello che sappiamo è stato tramandato oralmente, frutto di una passione che ha una sola ispirazione: "l'orgoglio di essere figlio di questa fantastica terra".   

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  Un ringraziamento particolare a Pippo Maggiore  

 

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