i Tre Santi ALFIO, FILADELFIO e CIRINO

La storia di Tre Fratelli che subirono il martirio è un romanzo di forte cristianità e fede in Dio.   

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Tra Vita & Fede

Lungo tutta la storia del popolo sanfratellano, un ruolo importante è sicuramente rivestito dalla fede e dal culto religioso. Infatti il piccolo centro sito sulla Rocca è ricco, durante tutto lo scorrere dell’anno, di culti e devozioni particolari che riescono a coadiuvare perfettamente la fede cristiano cattolica con il folklore e l’usanza che si manifestano in costumi, gastronomia e quant’altro. Cardine importante nella placida vita sanfratellana e rivestito dalla ricorrenza del 10 Maggio, quando la popolazione ricorda il martirio dei tre Santi Martiri: Alfio Filadelfio e Cirino. Tre fratelli salentini vissuti durante le persecuzioni cristiane ad opera di ROMA che, catturati e carcerati, ricevettero durante la loro prigionia molteplici martirii e per molte volte furono tentati nella fede da consoli e pretori romani.Desistendo arduamente alle lusinghiere offerte di questi, i tre fratelli vennero inviati nel regno di TERTULLO che era sito nella città sicula di LENTINI ove ricevettero nuovamente dolorosi martirii, infatti si narra che gli fu fatto passare il fiume SIMETO a piedi e che, come nei passi dell’Esodo, al passaggio di questi le acque si aprirono richiudendosi nuovamente quando a passare dovevano essere i soldati ROMANI, durante il loro martirio furono appesi per le lunghe chiome ad alberi e furono molte volte frustati e picchiati sino a spaccargli i denti, ma puntualmente col sopraggiungere della notte venivano guariti e consolati dai santi APOSTOLI. Si narra che riuscirono a convertire a CRISTO alcune guardie romane che furono puntualmente trucidate e che riuscirono ad operare molte guarigioni tra la gente che li scherniva.

Una di queste guarigioni fu quella di TECLA, una giovane zoppa che riacquistò l’ausilio delle gambe, soccorrendo i martiri e curandoli tutte le sere dopo lunghe giornate a base di frustate e pugni e dopo lunghe ore davanti a TERTULLO che cercava di convincerli ad abbandonare la via di Cristo; quando alla fine TERTULLO capì che l’idea di conversione al paganesimo da parte dei tre fratelli era impossibile e che non avrebbero mai abbandonato la strada del REDENTORE CELESTE, decise di dargli il colpo di grazia dandogli però l’ultima possibilità di convertirsi al paganesimo, proposta che fu rifiutata per primo da ALFIO al quale, per la troppa audacia, fu strappata la lingua e fu lasciato morire dissanguato, toccò poi al più fragile: FILADELFIO, che mori arrostito su di una GRATICOLA, mentre CIRINO il più piccolo e coraggioso, all’ennesima proposta di conversione decise di buttarsi lui stesso nella PECE BOLLENTE e ivi morire. Le tre salme furono gettate in una fossa comune per poi essere riesumanti, mummificati e trasportati da LENTINI al piccolo SANTUARIO BASILIANO sito sul MONTE SAN FRATELLO, ove sorgeva l’antica città greco-romana di ALUNTIUM, prima dell’invasione saracena in SICILIA, luogo ove vennero ritrovati, si narra tramite il sogno di un carbonaio al quale apparve Sant’Alfio rivelandogli il luogo ove giacevano i corpi, al ritrovamento vennero riesumate le salme e alcuni documenti che narravano la vicenda di questi tre santi fratelli figliai tale VITALE BENEDETTA che, da VASTE (SALENTO) seguirono la via del martirio di CRISTO giungendo a LENTINI e poi sino a SAN FRATELLO ove vengono venerati, ed ove il loro nome risuona come un inno di gloria tanto che lo stesso centro abitato prende il suo nome da questi santi che il 10 Maggio di un tempo antico diedero la loro vita, morirono per rinascere pienamente in colui che vive in eterno.

 


il Santuario Basiliano di San Fratello

Il Santuario dei Tre Fratelli e di stampo Basiliano, sorge sui resti di un antico tempio greco si pensa dedicato al dio Apollo. La Chiesa presenta una sola navata con tamburo ottagonale che sorregge la cupola che, insieme al campanile, rappresenta la parte più antica ed interessante. Originalmente spoglie e semplice nella struttura, venne arricchita con stucchi ed affreschi in epoche tardive, un esempio e l’immagine di colonne in marmo rosso che adorna il muro d’ingresso e che svolge la funzione di illusione di una tempio ancora più vasto e decorato; l’unica parte a rimanere semplice è il Presbiterio che rispetta lo stile di un Convento di stampo Basiliano. Luogo di venerazione è il piccolo sotterraneo denominato "Di Santa Tecla" la giovane che fu miracolosamente guarita dai Fratelli, luogo ove erano presenti, come in tutto il monastero, dipinti raffiguranti i Tre Santi ed un’intera serie di quadri riportante il loro martirio (ora queste opere d'arte sono conservate tra la Chiesetta Barocca Maria SS Delle Grazie e il Convento Santa Maria di Gesù).

Degno di lode è il Crocifisso sito attualmente nella Chiesetta Barocca della "Grazia" che raffigura il Redentore all’atto di compiere l'ultimo respiro. Sotto l’aspetto artistico sono degne di lode anche le due effigi lignee dei fratelli martiri. Una "di San Filadelfio" conservata nella Chiesa Madre assieme ad un paliotto in argento raffigurante i Tre Fratelli Martiri, ed alle reliquie racchiuse anch’esse in un’urna d’argento raffigurante alcuni passi del martirio. E l’effige di Sant’Alfio conservata nella Parrocchia San Nicolò di Bari assieme alle reliquie dei santi e ad un pezzo della Calotta Cranica di San Filadelfio e, recentemente create, le altre due effigi dei santi FILADELFIO e CIRINO.


La statua di S. Filadelfio portata in processione a San Fratello il 10 Maggio

Tra Culto & Fede

Il culto ai tre santi persistette anche dopo l’invasione saracena in Sicilia e, mentre a LENTINI Tecla con i cristiani costruivano il tempio dedicato ai tre fratelli, a San Fratello si edificava il nuovo paese che sorgerà sulla Rocca e che prenderà il nome di SANTI FRATRUM per poi modificarsi ulteriormente e divenire SAN FRATELLO. Nel corso del culto molte sono le leggende attorno il tre fratelli, e per molte volte si è mandata avanti la teoria che fossero nativi sanfratellani, in realtà questi fratelli erano di origine CAMPANA e l’idea della natalità a SAN FRATELLO forse deriva dal fatto che dopo il loro ritrovamento nacque proprio il nuovo centro e volutosi successivamente con l’arrivo dei Normanni in Sicilia. Nel giorno della festa ai tre santi si usa salire sul MONTE SAN FRATELLO, luogo archeologico, con i cavalli per simboleggiare la fierezza di questi tre santi fratelli, in realtà l’usanza del cavallo e recentissima, si rifà a non so quale sacerdote che salendo il monte con un mulo diede il via quest’usanza che ogni anno fa sfilare per le vie di SAN FRATELLO una BAGAR di cavalli di origine ARABO-NORMANNA e non.


I paesi dei Santi

La venerazione ai Tre Santi, oltre a Lentini e San Fratello, risulta essere presente anche nei seguenti centri: Trecastagni, Sant'Alfio (nella foto a sinistra), Vaste, Mirto e Adrano

 

 


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